Institut français Milano

Monumento Nazionale

Secondo appuntamento del progetto espositivo Una certa idea della Francia, che nell’arco di due anni coinvolge artisti francesi e curatori italiani. Iniziato lo scorso gennaio con la mostra di Raphaël Zarka, curata da Marcello Smarrelli, il ciclo prosegue con Guillaume Leblon per poi continuare, in autunno, con una collettiva a cura di Simone Menegoi.

 

 

 

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La mostra

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La ricerca di Guillaume Leblon, considerato uno degli esponenti più interessanti dell’arte francese contemporanea, è incentrata principalmente sulla scultura e sull’installazione ambientale, anche se a volte, di fronte ai suoi lavori, è difficile distinguere tra questi due ambiti espressivi.

Leblon costruisce strette relazioni tra gli oggetti e le architetture che li ospitano, producendo spesso opere in cui la percezione dell’intero ambiente è modificata da gesti minimi e da presenze discrete.

Al Centre Culturel Francais di Milano Leblon presenta due lavori ambientali appositamente ripensati per questa occasione.

Il primo, che occupa l’intero spazio espositivo, è National Monument (2006-2010), da cui prende il titolo la mostra. L’installazione mette in scena una serie di riferimenti multipli, che spaziano dalla scultura minimalista alla tradizione dell’arte pubblica di carattere celebrativo, chiamando in causa la relazione tra le forme dell’arte astratta e il concetto di commemorazione. In più, l’utilizzo di materiali come l’acqua e la creta posti in reazione reciproca, fa sì che quest’opera si trovi in costante trasformazione, suggerendo l’idea che la memoria sia un esercizio quotidiano e non uno stato immutabile della coscienza.

Il secondo lavoro esposto, dal titolo 16h, Frévent (2009), è un’installazione sonora che occupa il cortile interno del Palazzo delle Stelline, sede del Centre. L’opera consiste nella registrazione del suono della campana di una chiesa che segna le ore 16, il momento in cui il giorno cede il passo alla sera. Questo suono, leggermente distorto, è ripetuto ad ogni ora, come a estendere all’intera durata della giornata e della mostra quello stesso istante, quel passaggio malinconico al tramonto inteso come una sorta di quotidiano e impalpabile memento mori.

Inaugurazione: 19 maggio 2010, ore 18.30

Una certa idea della Francia: Guillaume Leblon

A cura di: Alessandro Rabottini

20 maggio > 10 giugno 2010 

Galleria del Centre culturel français de Milan, Corso Magenta 63, Milano

Ingresso libero

Orari: da martedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 (lun./dom. chiuso)

 

Guillaume Leblon (1971, Lille. Vive e lavora a Parigi) ha esposto in mostre personali in prestigiose istituzioni internazionali come il Mudam - Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean del Lussemburgo, il Centro Galego de Arte Contemporáneo de Santiago de Compostela in Spagna, lo STUK Kunstencentrum di Leuven in Belgio, il Centre d’Art Contemporain Domaine de Kerguéhennec di Bignan in Francia e il Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen di Düsseldorf in Germania.

Alessandro Rabottini è critico d’arte e Capo curatore alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dove ha curato mostre personali di Sterling Ruby, Tris Vonna- Michell, Victor Man, Mircea Cantor, Kris Martin, Pietro Roccasalva, Marcello Maloberti e Keren Cytter, tra le altre. Suoi scritti appaiono regolarmente su riviste internazionali come Frieze, Kaleidoscope, Mousse, Modern Painters, Flash Art e MAP Magazine.

 

con il sostegno di
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