
Nel suo libro Au fondement des sociétés humaines. Ce que nous apprend l’anthropologie, pubblicato nel 2007, Maurice Godelier, antropologo e sociologo di fama internazionale, scuoteva le idee preconcette sull’antropologia e si erigeva contro alcune grandi figure di questa disciplina.
In occasione dell’uscita del volume in Italia, è stato invitato ad intervenire dal Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e dal Centre culturel français per incontrare gli studenti italiani del corso di laurea di sociologia. Conduce Marinella Carosso (Università Milano-Bicocca)
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In questi tempi in cui da un lato il legame sociale si allenta e dall’altro una logica identitaria di introversione campanilistica sembra avere avere la meglio su ciò che veramente unisce, Maurice Godelier, l’antropologo francese più discusso all’estero dopo Lévi-Strauss, sprigiona nel suo ultimo libro una straordinaria vis polemica. Alla base delle società umane c’è del sacro. Meglio saperlo e scoprire il funzionamento di ciò che in Occidente viene chiamato «politico-religioso». Il nesso sacro-politica emerge qui in modo diverso rispetto alla vulgata oggi imperante nelle scienze sociali: il religioso alberga nel cuore della vicenda umana, ma non sempre, non necessariamente e soprattutto geneticamente esso rivela un nesso con la violenza.
Professore di filosofia, assistente di Fernand Braudel e di Claude Levi-Strauss, Maurice Godelier ottiene nel 1975 una cattedra all’EHESS (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales) e nel 1995 crea il CREDO, Centre de Recherche et Documentation sur l’Océanie. A partire dal 1982, partecipa attivamente alla riforma del CNRS, e dirige il nuovo dipartimento di “Sciences de l’Homme et de la société”. Dal 1997 al 2000 è stato direttore scientifico del Museo del Quai Branly.
lunedì 8 febbraio, 17.00
Centre culturel français de Milan, corso Magenta 63, Milano
sala cinema
ingresso libero
in collaborazione con l'università di Milano Bicocca