[1]12 - 20 maggio 2007
Salut für Caudwel
di Xavier Leroy/Helmut Lachenrmann
domenica 13 maggio, 21.00 : ATTENZIONE la data dello spectacolo è cambiata rispetto a quanto indicato sull'Agenda del Centre culturel
IED Moda Lab, Via Pompeo Leoni 3, 20141 Milan
IED Moda Lab
Via Pompeo Leoni 3, 20141 Milano
Riduzioni per i soci del Centre culturel français
Uovo ha per vocazione quella di selezionare performance artistiche originali, siano esse di teatro, danza o arti visive, lontane dagli schemi tradizionali dello spettacolo, in cui gli artisti danno libero corso alle espressioni dei nuovi linguaggi scenici. Le ultime edizioni hanno contribuito a riaffermare la tendenza nomade, “indisciplinare” e internazionale del Festival. Lo spettacolo Salut für Caudwell si iscrive in questo spirito peculiare; è stato specialmente concepito dal coreografo Xavier Le Roy su musica del compositore tedesco Helmut Lachenmann. La regia sfrutta la dissociazione tra suono e movimento, nell’istante stesso in cui la musica viene suonata; i movimenti dei musicisti diventano il centro della performance danzata. La musica della chitarra di Helmut Lachenmann produce suoni finora ineguagliati, ricchi di architetture delicate e di dialoghi bizzarri, che conducono l’ascoltatore in un mondo strano; è il momento scelto dall’autore per presentare il testo, in realtà più salmodiato che autenticamente recitato dalle due chitarre. La sonorità ambigua delle voci diventa tutt’uno con l’aspetto insolito del mondo sonoro che si viene a creare.
Salut für Caudwel
Regia di Xavier Leroy
Musiche di Helmut Lachenmann
Liquid architecture
Altro momento clou che caratterizzerà il festival Uovo Performing Arts 2007, il concerto/performance (data e luogo da confermare) del duo Liquid Architecture, habitué delle scene rock parigine e internazionali più all’avanguardia: New York, Zurigo, Barcellona....
Liquid Architecture è nato da un incontro, quello tra Audrey Mascina e Jérôme Sans, ex codirettore del Palais de Tokyo di Parigi e personalità di spicco nel mondo dell’arte contemporanea.
Utopia rivoluzionaria degli anni ’70 e freddezza audio-elettronica caratterizzano le composizioni del gruppo.
La voce di Audrey, gelida e sensuale, alterna canto e voce parlata. Un fiume di filtri elettronici e di chitarre saturate rivisita i gruppi di riferimento come, tra gli altri, Stooges, Velvet Underground e New York Dolls.
Nato, come molti altri, dalle arti visive, il duo gravita attorno a questo universo. Il nome che hanno scelto, Liquid Architecture, è stato preso a prestito da Frank Gehry che, con questa espressione, ha voluto evocare la musica.
Ogni concerto è unico e lascia spazio ad un universo visivo ogni volta diverso.
Il sito del festival : http://www.uovoproject.it/ [2]