Dalla spettralità del reale alla realtà degli spettri, tutto il lavoro di Gisèle Vienne trae origine da questa indecisione di genere di fronte alla quale ogni percezione trema e vacilla, al limite di un’inquietudine che l’artista stessa fatica a comprendere e a riconoscere. In Kindertotenlieder, ispirandosi all’iconografia austriaca popolare dei Perchten, ella interroga, complice lo scrittore americano Dennis Cooper, la confusione tra spettralità e realtà quando irrompono nella sfera collettiva.
Spettacolo fiabesco e poetico, Kindertotenlieder evoca infatti la strana tradizione di alcuni villaggi austriaci nei quali la sera di San Nicola, durante un rituale violento, si riuniscono nelle strade i Perchten, provenienti dagli inferi e dall’aldilà. Figure, maschere, la neve che cade incessantemente su corpi vivi o inanimati : come una lunga immagine che si apre su una cerimonia, i corpi spettrali o reali si confondono e risvegliano nello spettatore un sentimento di inquietante estraneità, sottolineata dalle musiche Digital Analogue Black Metal di Peter Rehberg e di Stephen O’Malley.
24 maggio, 21.00
Superstudio Più, viaTortona 27
Tutto il programma del festival Uovo : http://www.uovoproject.it/





























