Rendez-vous attendu de la saison cinématographique milanaise, le Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina est un moment de rencontre et de découverte d’un cinéma émergent mais peu connu du grand public. Le Centre culturel français présentera comme de coutume les productions francophones sélectionnées.
lun 15 marzo h 20.00
Ramata di Léandre–Alain Baker
2009,84’ con Ismaila Cissé, Oumar Seck, Thierno Ndiaye Doss
Ramata è la storia di un’immensa solitudine nata di una passione devastatrice. Ramata è una cinquantenne di grande bellezza, sposata da trent’anni con Matar Samb, Ministro della Giustizia. Uno giorno sale sul taxi rubato da Ngor Ndong, un giovane forte e misterioso, un piccolo delinquente ben noto alla polizia...
Léandre-Alain Baker nasce a Bangui, nella Repubblica Centro-africana. È attore, scrittore e regista congolese. Ha creato e animato il Théâtre de l’Eclair a Brazzaville e il Circolo Letterario di Brazzaville. É autore di romanzi, raccolte di poesie e pièce teatrali. Ha lavorato come attore per il teatro (tra gli altri, anche con Peter Brook), il cinema e la televisione. Ha realizzato cortometraggi e documentari Ramata è il suo primo lungometraggio.
mar 16 marzo h 20.00
Adieu Gary, di Nassim Amaouche
Algeria/Francia, 2009, 75’
In una città abbandonata nel sud della Francia, dove le fabbriche hanno chiuso, alcuni rimangono a viverci ed a lavorare per riparare i vecchi machinaria. Tra questi Francis, operaio ,e i suoi due figli. I ragazzi, orfani della madre algerina, sentono un attaccamento alle origini che cercano di recuperare andando a scuola di arabo. Parlano della nostalgia del “bled” senza mai averlo visto. Con loro c’è anche Maria, che vive sola con il figlio José, così convinto di essere il figlio di Gary (Cooper) da aspettarsi ogni giorno di vederlo riapparire tra le strade semi deserte di questa città fantasma che ricorda lascenografia di un western contemporaneo. Quando Francis e il figlio Samir riescono a far ripartire la macchina nella fabbrica, il rumore attira gli altri operai e quel luogo riprende vita.
mer 17 marzo h 20.00
Moloch Tropical, di Raoul Peck, Haiti/Francia, 2009, 105’
con Zinedine Soualem, Sonia Rolland, Mireille Metellus, Nicole Dogue, Gessica Geneus Formato: Video
In un castello arroccato sulle montagne di Haiti, il presidente “democraticamente eletto” e il suo staff si accingono a celebrare la festa nazionale , ma la popolazione è in rivolta...
giovedì 18 marzo h 20.00
Les Feux de Mansaré di Mansour Sora Wade
2009, 80’
con El Hadj Dieng Blanc, Ibrahima Mbaye, Cham Joola
Mathias torna trionfalmente a Mansaré, la sua città natale, dopo anni passati a far fortuna all’estero. La sua intenzione è stabilirsi e sposare Nathalie, sua promessa sposa fin dagli anni dell’infanzia. Ma la giovane donna gli oppone una resistenza inaspettata, perché innamorata di Lamine, giovane musulmano, amico d’un tempo di Mathias, che invece è cristiano. Tra i due uomini – e le due comunità religiose – cresce la tensione. Il giorno del matrimonio, Nathalie fugge dalla cerimonia e Mathias cinema cinema cinema cinema cinema cinema cinema cinema cinema vuole mettere a ferro e fuoco la cittadina pur di ritrovarla, più per orgoglio che per amore tradito.
Mansour Sora Wade nasce a Dakar nel 1952. Studia cinema in Francia e torna in Senegal dove dirige gli archivi audiovisivi del Ministero della Cultura dal 1977 al 1985. Nel 1979 realizza i suo primi tre cortometraggi. Nel 1989, Fary l’ânesse è il corto che lo impone all’attenzione dei festival internazionali. Si afferma anche come regista di documentari e nel 2001 debutta alla regia di un lungometraggio, Ndeysaan (Le prix du pardon), con il quale ottiene il premio per il miglior lungometraggio al festival del Cinema Africano di Milano nel 2002.
venerdì 19 marzo h 20.00
La raison de l’autre, di Foued Mansour, Tunisia/Francia, 2009, 25’
Caroline è una giovane assistente che lavora allo sportello RMI, il reddito medio garantito francese. Molto coscienziosa si prende a cuore i casi che segue. Un giorno, per caso, scopre che uno dei suoi assistiti lavora in nero nelle cucine di un ristorante. Sentendosi come tradita, contro ogni etica professionale, lo segue per strada...
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Des enfants dans les arbres, di Bania Medjbar, Algeria/Francia, 2009, 26’
Karim e la sorella Coralie vivono con la madre in una cité che domina Marsiglia. Ogni mattina osservano da lontano l’edificio della prigione dove è rinchiuso il padre e ascoltano la radio che manda messaggi ai detenuti. All’ennesima perquisizione della casa da parte della polizia, i due bambini si lanciano in bicicletta verso un viaggio iniziatico nella città con il sogno utopico di liberare il padre.
Négropolitain, di Gary Pierre-Victor, Guadalupa/Francia, 2009, 18’
Poliziotti francesi sull’orlo di una crisi di nervi. Un giovane caraibico, Carl, è al suo primo giorno di lavoro in un commissariato di polizia, lo affidano all’esperto Alain, cinquantenne caraibico rude e violento, ormai logorato da quel lavoro e ostile a tutti gli immigrati. Tra i due non c’è comunicazione. Alain si rifiuta di parlar creolo, l’altro lo insulta dandogli del “négropolitain” ossia del nero francese che rifiuta le sue origini. Il giorno in cui un loro collega bianco si spara un colpo in testa, la tensione tra colleghi si stempera…
sab 20 marzo h 15.30
Une vie toute neuve, di Ounie Lecomte, Corea del Sud/Francia, 2009, 92’
Jinhee e il suo papà in bici e al ristorante, sono soli e molto uniti. Un giorno lui la porta in un istituto con la promessa di tornare, ma la sta lasciando. Questo è il trauma dell’abbandono, il tradimento, che la regista ha vissuto in prima persona e che ci restituisce in un toccante ed intenso racconto della vita in un orfanotrofio in Corea nell’attesa di una nuova famiglia.
Tutto il programma:
www.festivalcinemaafricano.org
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Tutti i film sono sottotitolati elettronicamente o tradotti simultaneamente in italiano. Per i film in concorso è prevista la presenza del regista.





























